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domenica 17 febbraio 2019

Trovare un posto (sonoro) dove sostare - dal wondering alla relazione sonora

Nelle persone affette da decadimento cognitivo, sono frequenti sintomi comportamentali positivi anche molto sfiancanti, quali agitazione continua, stereotipie linguistiche e wondering (deambulazione incessante e apparentemente senza senso).
La signora che potrete osservare nel video qui sotto è posseduta da un incessante cammino che si interrompe solo quando la stanchezza la sfinisce.
Durante le sedute di musicoterapia, si avvia una prima fase di rispecchiamento sonoro del suo cammino, contenuto all'interno di una struttura armonica precisa, che la invita a sostare vicino al pianoforte e a interagire direttamente con il musicoterapeuta.
Dopo questa fase, di durata variabile, che può arrivare anche a 30 o 40 minuti, a seconda delle scelte autonome della persona, prende avvio solitamente la seconda fase, durante la quale la signora decide di sedersi per suonare e "cantare". Il rispecchiamento ha costruito una relazione di senso che distoglie la paziente dalla chiusura del wondering e la apre verso una comunicazione musicale.
Il dialogo sonoro che si sviluppa è la manifestazione espressiva della fatica, della sofferenza, della rabbia e del caos che caratterizza la persona. Ma è anche spazio di contenimento affettivo dove è possibile rilassarsi.

Nel video qui sotto, è possibile vedere la fase conclusiva di tutto questo percorso, dove possiamo apprezzare il progressivo rilassamento, un lasciarsi andare alle vibrazioni sonore che non è sfinimento ma un ritrovarsi, in una cornice sonoro-relazionale di senso.

(Attività svolta presso la Residenza del Sole di Cinisello Balsamo)


venerdì 28 dicembre 2018

Non dimenticar - Coro SonoraMente

Una piccola e malinconica canzone durante le prove del coro SonoraMente, il coro per persone affette da decadimento cognitivo dell'Associazione Walter Vinci Onlus che ho la fortuna di dirigere in qualità di musicoterapeuta ogni mercoledì pomeriggio a Milano.
Al pianoforte Natalia Cannone.
All'aiuto direzione Giulio Colombo.

sabato 8 settembre 2018

Voce e tamburo sciamanico a sostegno della memoria fragile


Seduta di musicoterapia in nucleo Alzheimer con Jolanda.
La voce guida il respiro, il ritmo, lo scambio relazionale e la memoria a breve termine. Il suono è personale, unico e amplificato dalla membrana del tamburo sciamanico che convibra.
Lo sforzo e l'impegno di Jolanda rivelano una grande passione, oltre l'incertezza della memoria fragile e l'ansia strutturale che la caratterizza da decenni.
(Ripresa dal basso)


domenica 10 dicembre 2017

SonoraMente in un breve articolo

L'esperienza unica e meravigliosa di SonoraMente, con la quale ho la fortuna di collaborare, viene raccontata in un breve articolo sull'ultimo numero di Famiglia Cristiana.
Eccolo qui sotto.



lunedì 4 settembre 2017

Il coro SonoraMente raccontato da Il Redattore Sociale



Un articolo di Dario Paladini parla del nostro lavoro con il coro SonoraMente, un progetto di Walter Vinci Onlus.
Di seguito una parte dell'articolo:

Il coro SonoraMente si ritrova ogni mercoledì pomeriggio, nell'auditorium del quartiere Olmi, per le prove. Seduti in cerchio, Antonio Aiello, 82 anni, napoletano verace e una vita dedicata ad allenare cavalli da corsa all'ippodromo di San Siro, inizia a cantare sommessamente (è quasi un bisbiglio), "Io, mammate e tu" di Domenico Modugno. Guglielmo Nigro, il musicoterapista che segue il coro (insieme alla collega Natalia Cannone), coglie al volo il suggerimento di Antonio e sollecita gli altri a provare a intonarla. E c'è chi ci prova: non si ricordano quello che hanno fatto poche ore prima, ma questa canzone che risale al 1955 riaffiora alla mente. Nei prossimi mesi probabilmente "Io, mammate e tu" entrerà nel repertorio dei loro spettacoli, con l'arrangiamento curato da Guglielmo, da Natalia e dal direttore del coro Giorgio Ubaldi. "Quando ci si ammala si tende a concentrarsi su quello che non si sa più fare, con il coro ci concentriamo su quello che ancora ciascuno riesce a fare", spiega Guglielmo. All'inizio delle prove vengono distribuiti alcuni tamburelli: iniziano a giocarci, poi cercano di seguire il ritmo dei brani, guidati da Guglielmo. È un modo per rompere il ghiaccio. "Il cantare è il punto di arrivo, prima c'è improvvisazione, espressione di sé. Una volta ho portato un campanaccio e chiesto loro di fare i versi degli animali. Creiamo lo spazio mentale perché possano raccontarsi. Il repertorio dei brani nasce dai loro racconti". 

mercoledì 10 febbraio 2016

Una canzone rap sulla città - Percorso di musicoterapia nell'ambito dell'invecchiamento precoce (1)



PREMESSA

Sto lavorando da qualche mese con un uomo di circa sessant'anni, che chiameremo Carlo, in un percorso individuale di musicoterapia. Attualmente gli è stata diagnosticata una demenza degenerativa, con sintomatologia evidente sotto diversi aspetti: motori, comunicativi, cognitivi.
Carlo è un signore robusto, aperto ma pigro, una volta docente di lettere in un liceo. Costretto a un pensionamento anticipato per colpa della malattia, nel tempo ha ridotto sempre più il proprio campo di azione e i propri interessi.
Oggi è ancora in grado di sostenere un discorso, ma con difficoltà, sia a livello di elaborazione dei pensieri, che di ricordo di quanto gli viene detto. Ha importanti problemi di coordinamento spazio-temporale, la manualità fine si è decisamente ridotta (non è in grado di aprire la custodia di una chitarra, non è quasi più in grado di scrivere con una penna), la sua indole già stanziale lo ha portato a ridurre sempre più le sue attività al di fuori di casa.
Ha una moglie e una figlia attente, che gli stanno vicino e lo sostengono per quello che è loro possibile.

Carlo ha fatto musica. Ha fatto teatro. Ha scritto opere teatrali, e ha naturalmente un'ampia cultura letteraria. Leggeva molto. Oggi quasi più. Suonava la chitarra e un paio di strumenti a fiato. Oggi riesce ancora a mettere giù alcuni accordi base alla chitarra, ma a volte qualcosa "sposta" tutte le corde, "incasina tutto", come dice lui.

Nei mesi in cui abbiamo iniziato un percorso di musicoterapia insieme, ho cercato intanto di stimolare lui e la famiglia ad essere più in relazione con il mondo esterno. Carlo ha accettato così di buon grado di accompagnarmi in alcuni laboratori che realizzo presso un centro diurno disabili della sua zona.
Inoltre, ho valorizzato le sue conoscenze letterarie e musicali/artistiche, attraverso incontri settimanali  dove ascoltiamo musica, rielaboriamo esperienze sonore, suoniamo insieme. Tale percorso è molto motivante per Carlo. Diventa punto di riferimento per la settimana, momento di gioco e benessere, vertice che richiede, spesso, ricerca e produzione (di brani che si amano, di idee, di esperienze come una passeggiata nel parco, ecc.).

Quello di cui voglio parlarti nei prossimi giorni, è in particolare un percorso di creazione di una canzone rap sul tema della Città, che stiamo condividendo nell'ultimo mese. Credo sia interessante per riflettere su diverse tecniche di musicoterapia, e per descrivere una delle possibili strade che il lavoro nell'ambito dell'invecchiamento precoce e della demenza ci offre.
Racconterò di come siamo arrivati alla canzone rap sulla città partendo dalla poesia Il 5 maggio di Alessandro Manzoni, di come abbiamo integrato il lavoro sul ritmo e sul testo, di come abbiamo costruito una mappa cognitiva della città, di come abbiamo scritto, inventato, suonato e cantato, e di come è possibile cercare un approccio integrato e multi-sensoriale all'invecchiamento cognitivo.

Attraverso questo lavoro, in estrema sintesi, è possibile perseguire insieme i seguenti obiettivi: mantenimento semantico, dialogo sui contenuti, espressione del mondo interno, recupero di ricordi legati alla precedente attività lavorativa, organizzazione spazio-temporale attraverso il ritmo e il canto, memorizzazione di testi complessi attraverso procedimenti poetici (rima, metrica, suoni delle parole, ecc.).

CONTINUA

Son Felice - Una Canzone di Elisabetta

Conosco Elisabetta da un paio di anni.   Affetta da decadimento cognitivo, lavoriamo con la musica per esplorare risorse inaspettate, per ...